Omelia tenuta da Mons Di Cristina durante la celebrazione Eucaristica il 19 ottobre ad un anno dalla morte di Don Salvatore.

 

A un anno dalla celebrazione esequiale per il carissimo don Salvatore Napoleone, il Signore ci riunisce ancora una volta per ricordare, ringraziare e intercedere in preghiera personale e comunitaria.

Ognuno di noi viene all’altare del Signore carico del proprio tributo di mestizia – forse anche di umano rimpianto –, ma anche portatore del proprio grato, gioioso ricordo dell’amico, del fratello, del padre, del sacerdote di Dio, quale fu per tutti noi don Salvatore. Il ricordo si fa gratitudine al Padre di tutti e di tutto il bene, ma anche a lui, don Salvatore. E la gratitudine si fa preghiera: di ciascuno e di tutti insieme.

Chiediamo al Signore che faccia degna di sé la nostra preghiera. 

Il Signore è il mio Pastore. 

Così abbiamo cantato nel salmo responsoriale.

Una vita vissuta sotto l’occhio amorevolmente vigile del Buon Pastore, quella del cristiano Salvatore, come vorremmo sempre percepire che sia  la nostra vita di cristiani: ogni vita cristiana.

Una vita con l’occhio umilmente fisso sul Buon Pastore, quella del sacerdote don Salvatore Napoleone, come vorremmo che fosse sempre la nostra vita di sacerdoti, chiamati ad essere in terra rappresentanti e ministri della tenerezza del Buon Pastore, per imparare proprio da lui come farci modelli del gregge (1 Pt 5,3).

Una vita vissuta con la cintura ai fianchi e la lucerna accesa (Lc 12,35), quella di don Salvatore:

-            con la “cintura” della disponibilità, piena, generosa, gioiosa, pronta sempre a compiere la volontà del Pastore, a rappresentare la sua carità, dovunque ci fosse un fratello bisognoso, qualunque fosse il bisogno e in qualsiasi modo legittimo;

-            con la “lucerna accesa” di uomo alla ricerca di Dio, inondato dalla sua luce gratuita, la luce della fede nel Risorto, ma anche la “lucerna accesa” per far luce a ogni fratello “smarrito di cuore”, da ricondurre sulle vie di Dio. Così ricordiamo tutti don Salvatore Napoleone.

Il Signore lo avrà trovato vigilante, in attesa del suo arrivo, nonostante l’ora anticipata del suo arrivo… È ciò che ardentemente gli auguriamo: che lo abbia trovato intento a farsi modello del gregge fino alla venuta del Pastore supremo; che il Pastore supremo abbia posto sul suo capo – come su quello di ogni santo sacerdote – la corona della gloria che non appassisce (1 Pt 5,4).

Carissimo Salvatore, presbitero di questa amata Arcidiocesi, noi continueremo a sentirti in mezzo a noi, perché ci è grato e ci conforta sentirti in mezzo a noi. Noi ti sentiamo insieme con noi ora, mentre ci ricordiamo di te davanti all’altare di Dio – questo stesso altare da cui anche tu (quante volte?) hai servito da suo ministro.

Tu ricordati di noi mentre stai là, dove ardentemente speriamo che sia: dinnanzi al trono dell’Altissimo, che hai amato e servito.

Ottieni anche a noi di saperlo amare sempre e servirlo con tutto il cuore.