Voce Giovane

mensile di
informazione

18 novembre 2001 n° 1

In ricordo di Padre Salvatore Napoleone

 

Gruppo Giovanissimi della Cattedrale di Palermo

 

Soltanto un arrivederci

Vogliamo che la prima edizione del nostro giornalino dell'anno pastorale 2001-2002, a cui tu tenevi molto, sia dedicato interamente a te, Padre Salvatore. Tutto questo per mantenere sempre vivo il tuo ricordo e la tua presenza. Sappiamo che non rimani soltanto nei nostri ricordi; a ciascuno di noi hai dato qualcosa che continua a viverci dentro. Proprio come fa un padre con i suoi figli. Si, perché tutti noi siamo un po’ figli tuoi; ci dicevi sempre che vivevi una paternità altra, ma ugualmente forte. E’ così che ci sentiamo per ora, orfani del nostro padre spirituale, di colui che ci ha fatto muovere i primi passi verso la fede e ci ha sostenuto in essa. Anche se non sei qui noi, continuiamo a sentire sempre il tuo amore, che dall’alto ci protegge. Nulla di ciò che hai fatto finirà o morirà. Continueremo ciò che abbiamo iniziato con te, cercando di mettere a frutto tutto ciò che ci hai donato.

Con amore filiale                                                                                           Lidia e Antonio                                                                        

 

I nostri "picciutteddi"           

Noi eravamo molto legate a lui, ci mancano specialmente le sue battutine, o anche quando ci chiamava “streghe”, “strafalarie” e “bruttissime”.

Lui seguiva noi anche come gruppo giovanissimi e ogni tanto durante gli incontri veniva a trovarci, o qualche volta uscivamo insieme, e quando eravamo insieme non sembrava affatto un prete, ma come diceva lui “era un picciuttieddu”, si è fatto anche una foto, molto spiritosa, con un paio di occhiali gialli di uno dei ragazzi.

Lui era orgoglioso del nostro gruppo,infatti, credeva in noi e ci difendeva sempre, ed era molto contento quando ci vedeva la Domenica partecipare a messa, perché voleva che la chiesa fosse animata dalla nostra presenza.

Molte cose ci ricordano lui, come i luoghi dove lo incontravamo o anche la sua casula verde.

E anche se lui ha lasciato questo vuoto dentro di noi, dobbiamo tenere bene in mente che “una persona muore veramente solo quando si dimentica”, quindi noi dobbiamo cercare di portare avanti ciò che lui ha iniziato, e ricordarcelo sempre, come è stato per tutti, una persona speciale!!!

             Maria Teresa e Simona

 

Improvvisamente senza di te

La morte di Padre Salvatore mi ha lasciato il vuoto più profondo, sono rimasta incredula, non capivo più se vivevo  un sogno o la realtà. Presto mi sono accorta che veramente lui non c’era più, così è andato via un uomo dotato di grandi capacità. Sapeva instaurare umani con tutta la gente, giovani e anziani, ricchi e poveri. Padre Salvatore era riuscito, durante i suoi anni da parroco, a dare unità alla comunità della Cattedrale, era anche un ottimo predicatore e così riusciva ad attrarre a se tanta gente.

E’ strano il modo in cui è andato via, ha raggiunto così presto il Regno di Dio, perché il suo posto è accanto a Lui.

Per me non è morto un semplice uomo, ma colui che ha contribuito moltissimo alla mia formazione, infatti se io oggi sono così è grazie a lui ed al suo esempio.

Oggi la nostra comunità pur essendo affranta dal dolore, vuole continuare i suoi progetti con l’aiuto di Padre Giuseppe, che ci è stato molto vicino con le sue parole d’incoraggiamento.

                              Chiara

       

Aperto a tutti

Le nostre strade si sono intrecciate e reintersecate, in modo strano e quasi simbolico. L’ho conosciuto grazie a Lidia e Antonio, e poco dopo ho deciso , per motivi personali di non frequentare la mia parrocchia. Così sempre più spesso la Domenica partecipavo alla celebrazione delle 11.00, e le sue parole, se pur a volte complesse, mi lasciavano dentro un insegnamento, sul quale poi riflettevo, come quella volta che disse che l’eucarestia nella S. Messa era come l’unione fisica nel matrimonio, il momento di più grande appartenenza. Mi ricordo che alla fine della funzione tutti gli dicevamo che sarebbe stata l’ultima messa che l’avrebbero censurato per la sua apertura mentale. O come quella volta che disse che partecipando all’eucarestia si realizza l’unione con i santi e io ne avevo molto bisogno, mi consolò pensare che ogni domenica potevo stare vicino alle persone che amo e che non ci sono più.

Poi l’assistente della nostra associazione, Padre Silvio Sgrò, andò ad abitare con lui e le strade si intersecarono ulteriormente, lui conobbe più a fondo la realtà di Apriti Cuore e ci stava molto vicino nella nostra missione sia spiritualmente che materialmente anche aiutandoci economicamente nei momenti difficili.

Mai dimenticava di darmi un pensiero per i bimbi, o per i ragazzi che seguiamo, mai di chiedermi “comu siemu? Mi raccomando, forza”.

Sapevo che c’era e questo mi dava forza, adesso forse c’è ancora più intensamente nella vita di ognuno di noi, anche se vorrei abbracciarlo forte.

                                           Lucia  

   

Per  noi un doppio parroco 

Padre Salvatore era il parroco, non solo della Cattedrale, ma anche della parrocchia di S. Stanislao.

Io e Terry facciamo parte del coro della parrocchia; lo vedevamo spesso, perché veniva alle prove di canto, consigliandoci i canti adatti alle liturgie.

Ogni Domenica andare a messa era una festa , perché con parole semplici riusciva a trasmettere a tutti il vero senso della parola di Dio.

Noi facciamo anche parte del gruppo govanissimi della Cattedrale, e insieme a lui abbiamo condiviso molti momenti arricchenti;

Molte sere ci dilungavamo in belle conversazioni e spesso ci esortava dicendoci: Andate avanti e proseguite il vostro cammino”.

Queste  parole continuano a incoraggiarci anche in questo momento così difficile.

Non  ti dimenticheremo mai, Padre Salvatore, rimarrai sempre nei nostri cuori;

ti vogliamo bene.

                    Teresa e Teresa

 

Padre dei Poveri anche a S. Lorenzo

Dopo quasi un mese dalla sua scomparsa, la gente è ancora scossa per la morte di Padre Salvatore Napoleone. “Era un punto di riferimento per tutta la Parrocchia” dice la responsabile del gruppo giovani della parrocchia di San Lorenzo, dove ha avuto il suo primo incarico come Parroco dal 1986 al 1990.

Era anche amico di tutti, dava segno della sua generosità soprattutto alle famiglie bisognose ed era una persona corretta. Aveva sempre una parola di conforto per tutti.

Già all’età di nove iniziò a frequentare il seminario, coltivando la sua vocazione; da lì  cominciò il suo  appassionato servizio alla Chiesa.

Fece molto per la parrocchia, perché diede vita a tante attività, da tempo scomparse come il coro, il gruppo giovani,  e il gruppo Caritas .  Curava anche le riunioni del catechismo e la formazione dei catechisti, coinvolgendo così tanta gente che molti di loro si accostarono alla cresima e ad altri sacramenti.

Riuscì ad essere vicino a tanti seminaristi aiutandoli a scegliere la strada giusta per loro, non imponendo mai il suo punto di vista, ma  lasciandoli liberi di sbagliare e di prendere coscienza dei propri errori.

Poteva anche incutere timore, ma era timore infondato, perché poi rivelava tutta la sua immensa dolcezza.

Era una persona dalle doti straordinarie, riusciva ad occuparsi di mille cose e allo stesso tempo dedicare attenzione a tante persone.

Padre Salvatore ha lasciato un vuoto dentro tutti, ma nessuno dimenticherà tutto il suo operato.

                                         Floriana

 

Il      Cammino dell'Età

Quando ho sentito la notizia, ero nel Internet controllando il sito della Cattedrale quando tutto all' improvviso lo schermo divento' tutto nero. Quella notte era il 19 ottobre, il giorno che Padre Napoleone mori. Quando ho letto il piccolo messaggio, ho pensato che ci fosse un errore... ma  non era. Quello che e' successo era vero.

Nella mia testa, pensavo alle possibilità come  poteva succedere un cosa di simile e la prima cosa che mi ricordai fu la morte di Don Puglisi.

Ho atteso 24 ore, prima di dire la notizia a mia sorella Jo e spiegarle tutto ciò che sapevo della morte di Padre Napoleone. Come me, lei non ci poteva credere. Ho tentato di   investigare leggendo i giornali nell'internet come Il Giornale della Sicilia, ma non c'erano notizie. Sembrava che le mie mani erano legate perché non potevo fare qualche cosa. Avevo deciso di fare delle telefonate e in una ho chiamato la mamma dl Francesco in cui mi ha spiegato tutto, ho scritto a Tommaso e infine ho scritto una lettera a Padre Simonato.

E' passata  una settimana per dire ai miei genitori sulla morte di Padre Napolene. Come me e Jo, loro anche non ci potevano credere. Mia madre, il giorno dopo ha chiamato Padre Simonato, il giorno seguente perché pure lei aveva le mani legate.

Ora, tutte le cose non sarebbero lo stesso. Ora che Natale e quasi vicino sarà differente dagli anni passati.

Se fosse vivo oggi gli direi che l'ho sempre voluto bene. Per 10 anni, essendo una parrocchiana della Cattedrale, una cherichetta, ho apprezzato tutti i ricordi che mi ha dato  e particolarmente la mia Primo Comunione perché l' ha celebrata lui. Per la prima volta in 16 anni non ho mai pensato com'é dura perdere qualcuno a cui vuoi molto bene. Ho pensato che forse un giorno quando sarò grande, lui poteva anche celebrare il mio matrimonio perché l' ho sempre desiderato di sposarmi nella Cattedrale come i miei genitori ed ora  non e' possibile. Ma la cosa che mi rende più triste è che nei ultimi 7 anni non li ho trascorsi con lui e con tutti voi ma so che sapete che i nostri genitori hanno avuti delle buone intenzioni per venire qua.

Vorrei finire questa testimonianza ricordando la canzone di uni dei miei artisti preferiti gli 883 con la canzone: "Se Tornerai".

Padre Napoleone, Ti voglio bene.

Jennifer Stanley (dal Canadà)

     

Il Padre e i bambini

Era molto spontaneo e molto aperto e tutti lo stimavamo perché era un prete che non si perdeva d’animo, e la sua vita era molto movimentata e la trascorreva in piena autonomia.

Manca quasi tutto di lui, anche la sua risata e specialmente quanto voleva bene ai bambini, era molto affezionato anche ai più piccoli che parlano di lui, dicendo quanto Padre Salvatore era buono, e ricordando i simpatici nomignoli che lui attribuiva loro (come strafalaria…), i quali a loro sono rimasti molto impressi. Non potranno mai dimenticare il suo sorriso e la sua simpatia.

Pur essendo piccoli si sono emozionati tantissimo e ad una sono venuti anche, come ha detto, “i bruvoli” cioè i brividi.

                                 Simona e Teresa       

 

Sempre scherzoso               

Sono un ragazzo del gruppo giovanile della Cattedrale di Palermo. Ogni domenica andavo a messa quando Padre Salvatore celebrava e alla fine in sacrestia scherzavamo sempre. Lui mi conosceva molto bene, mi diceva sempre la stessa frase: “ma te l’ha mai detto nessuno che sei sdisanurato?”.

Quest’estate insieme ci siamo divertiti molto sia in parrocchia che quando andavamo a mangiare fuori; ha organizzato per noi un viaggio ad Agrigento con il gruppo giovanile di San Giuseppe Cafasso. Era un prete molto dolce e affettuoso. Per me come lui non ce n’è.

                                            Anthony           

 

Così ricordano Don Salvatore

“Aveva quel carisma particolare e quel dono che Dio gli aveva donato, lo Spirito Santo che coinvolgeva tutto il suo essere mettendogli in bocca le parole giuste per ogni persona che ha incontrato nel suo cammino”

                                   Giovanna

 

“Era un punto di riferimento e a parte Padre Spirituale era un grande amico, e il fratello che non ho mai avuto”

                                     Teresa

 

“Una delle qualità di Padre Salvatore era quella che riusciva a cogliere nell’altro la vera vocazione alla quale era chiamato, e faceva di tutto, con parole semplici, per fargliela capire”

                                      Enza

 

“Fra i tanti impegni, lui seguiva anche il gruppo dei ministranti, e ogni volta che c’era la messa lui voleva sempre tutti i “chierichetti” perché la loro presenza lo rallegrava. Uno di questi ministranti dice: l’affetto che ci dimostrava ci ha reso un gruppo unito, con tanta voglia di crescere nel cammino spirituale”

                                  Giuseppe

 

“Gesù si è preso Padre Salvatore perché era il più buono”

Donata

 

 

Tu, Padre: 

 

amico del mondo,

fratello di giovani,

saggezza nell’animo,

Quanto amore hai donato, quanta gioia ci hai dato

Quanto dolore hai avuto!

La tua presenza, ci illuminava ogni giorno di più

Tu che con i tuoi modi,

ci hai insegnato a saper vivere,

ad amare la vita,

a gioire alla tua parola,

Anche se non sentiremo più le tue sagge parole,

ti continueremo ad amare così intensamente

da portarti nel nostro cuore continuamente.

 

                                                                    Laura

 

Una  guida

Nella strada infinita che è la vita

Fra tanti ostacoli, un aiuto cerchiamolo

Per tutti noi Dio ne conserva uno.

Non importa per quanto tempo ci sarà donato

Dobbiamo però goderne fino in fondo

Mettendo a frutto tutto quanto ci viene insegnato

Ringraziando sempre il Signore per la possibilità così offertaci

di diventare veri cristiani  

                                   Michela

 

L'ultimo sermone                    

In sentieri diritti la tua mano mi ha condotto, la tua parola sicura ha illuminato la mia anima.

 Il Signore …….me ne ha parlato

Ma nella tua vita l’ho visto manifestare,

amavi tutti con tutto te stesso, a nessuno hai mai negato la tua attenzione.

Tutti ora piangono, sentono la tua mancanza.

Tu adesso per consolarci ci fai un ultimo sermone e lo concluderai con le parole dell’evangelista:

“non cercate tra i morti Colui che è vivo”.

                           Salvo Sciortino