Santa Rosalia: La devozione dei palermitani alla "Santuzza" sul sacro monte


 

Monte Pellegrino e 4 settembre sono vissuti come luogo e tempo sacro della Santa di più di quanto non lo siano la Cattedrale ed il 15 di luglio. Osserva Annamaria Amitrano Savarese:

“Va detto, però, che il rituale religioso-popolare del 4 settembre pur rimandando all'agiografia della Santa, sembra, di fatto, meglio e in maniera più significativa esplicitare il contatto diretto con il sacro: nella notte tra il 3 e il 4 settembre ha inizio, il tradizionale viaggio, cioè il pellegrinaggio al Santuario; e un rituale severo vuole che si scali a piedi il Monte Pellegrino, che si dorma all'addiaccio sul sagrato, che si offrano alla Santa ceri ed ex voto per grazia ricevuta. Una più certa lettura deve orientare ad interpretare tali pratiche quali sopravvivenze, vuoi dell'uso classico dell‘incubatio (che consisteva nel lasciare dormire il devoto nello spazio sacro, per favorirgli la visione del Dio guaritore), vuoi della litolatria del Monte Pellegrino, Montagna Sacra per antonomasia, con tracce cultuali risalenti addirittura al 1V- secolo  a.C..

Inoltre è stato opportunamente sottolineato, come lo scalare a piedi il Monte Pellegrino, il dormire all'addiaccio nei pressi della Grotta, altro non siano, nella visione religiosa espiativa propria delle classi popolari, che momenti della consacrazione alla divinità delle proprie sofferenze, a fronte delle quali acquisire il diritto ferreo di chiedere di essere esauditi. In altri termini il fedele dà in profano per ricevere in sacro: sicché, liberandosi di qualche bene, si libera di qualche male”.  

Va qui anche riferito di quanto afferma Valerio Petrarca:  “con le reliquie ritrovate e condotte in ambito urbano, la città si sarebbe riappropriata non solo della sacralità di Santa Rosalia, ma della sacralità dello stesso Monte Pellegrino;

«L'idea di Monte Pellegrino come luogo saturo, centro del mondo, punto di contatto tra terra e cielo, umano-non umano, può essere considerata l'elemento sacro unificante dell'intera sua storia mitica, rituale e culturale. (...)»).

Foto di Letizia Battaglia

Nella vita della santa si trattava di vedere il mito salvifico: viaggio da un luogo profano (Palermo) per uno sacro (Monte Pellegrino), trascendimento della condizione umana nella mortificazione delle necessità di natura (vita romita), viaggio nell'aldilà (santa morte-Paradiso). La ritualità conseguente non poteva che andare nella direzione del pellegrinaggio.”

In queste brevi note abbiamo omesso gli aspetti folcloristici che spesso vengono sovrapposti ad una dimensione religiosa dell'evento pellegrinaggio snaturandone il senso ed il significato.

Ci auguriamo ed invitiamo i visitatori del santuario a rispettare quanti con devozione e spesso in penitenza e costrizione ma con animo aperto alla gioia che dà il Risorto, cui S. Rosalia ha dedicato la sua vita, sono qui raccolti in preghiera. Mettano da parte macchine fotografiche e telecamere, che abbiamo visto, anche, azionare tra i Fedeli che si recavano a ricevere l'Eucarestia.

Foto di Letizia Battaglia

Per  organizzare pellegrinaggi al Santuario rivolgersi a Don Antonio

tel 091 - 540326 fax 091 - 6375186