{"id":9202,"date":"2023-06-25T22:21:11","date_gmt":"2023-06-25T20:21:11","guid":{"rendered":"https:\/\/cattedrale.palermo.it\/santarosalia\/?page_id=9202"},"modified":"2023-06-25T22:45:28","modified_gmt":"2023-06-25T20:45:28","slug":"394-festino-2018-celebrazione-eucaristica-al-comune-lomelia-dellarcivescovo-s-e-don-corrado-lorefice","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/cattedrale.palermo.it\/santarosalia\/394-festino-2018-celebrazione-eucaristica-al-comune-lomelia-dellarcivescovo-s-e-don-corrado-lorefice\/","title":{"rendered":"394\u00b0 Festino- 2018, CELEBRAZIONE EUCARISTICA AL COMUNE, l&#8217;Omelia dell&#8217;Arcivescovo S.E. Don Corrado Lorefice"},"content":{"rendered":"<div id=\"pl-9202\"  class=\"panel-layout\" ><div id=\"pg-9202-0\"  class=\"panel-grid panel-has-style\" ><div class=\"panel-row-style panel-row-style-for-9202-0\" ><div id=\"pgc-9202-0-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-9202-0-0-0\" class=\"so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"0\" ><div class=\"panel-widget-style panel-widget-style-for-9202-0-0-0\" ><div\n\t\t\t\n\t\t\tclass=\"so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base\"\n\t\t\t\n\t\t>\n<div class=\"siteorigin-widget-tinymce textwidget\">\n\t<h4 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ffffff;\"><strong>394\u00b0 FESTINO DI S. ROSALIA<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\"><strong>CELEBRAZIONE EUCARISTICA AL COMUNE<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">L'omelia dell'Arcivescovo S.E. Don Corrado Lorefice<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">Palazzo delle Aquile, 13 luglio 2018<\/span><\/h4>\n<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-9202-1\"  class=\"panel-grid panel-has-style\" ><div class=\"panel-row-style panel-row-style-for-9202-1\" ><div id=\"pgc-9202-1-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-9202-1-0-0\" class=\"so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"1\" ><div\n\t\t\t\n\t\t\tclass=\"so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base\"\n\t\t\t\n\t\t>\n<div class=\"siteorigin-widget-tinymce textwidget\">\n\t<p>Giunga questa mia presenza ancora una volta qui nella casa comunale come prima di tutto un atto che dice la gioia di poter condividere con coi ci\u00f2 che segna non solo la mia vita personale ma soprattutto quello che \u00e8 il significato del ministero del vescovo in una chiesa, che ricordo \u00e8 non una realt\u00e0 parallela alla citt\u00e0 degli uomini ma nella sua configurazione territoriale come per esempio la parrocchia \u00e8 una casa tra le case e vengo nel segno certamente dell\u2019amicizia umana che non pu\u00f2 non legarmi ad ogni cittadino e a quanti rappresentano oggi la citt\u00e0 le istituzioni per cui a voi intanto il mio saluto cordiale, il mio saluto che giunge proprio a partire anche da questa condivisione di ci\u00f2 che connota la mia stessa esistenza umana il mio ministero rendere presente e condividere con tutti gli uomini la grazia della bella notizia, la grazia del Vangelo. Anche se non tutti in questo momento condividiamo la stessa fede ma il vangelo arriva sempre come parola che non si vuole imporre ma come notizia bella che pu\u00f2 essere condivisa, a maggior ragione quando questa Parola del Vangelo ci arriva attraverso testimoni, attraverso vite che si sono fatte interpellare dal Vangelo stesso come per la nostra Santa Rosalia.<\/p>\n<p>A guardare la sua vicenda umana e guardarla a partire dalle pagine bibliche in particolare dalla pagina del Vangelo di oggi, Rosalia tiene aperta la nostra esistenza odierna, due parole che potrebbero essere per noi anche motivo, motivo di luce e di comprensione di quello che sta dinnanzi a noi, di comprensione del nostro momento storico. Rosalia, se la guardiamo a partire da queste pagine della Bibbia, intanto \u00e8 una donna che ci dice l\u2019apertura all\u2019altro, penso alla prima pagina che \u00e8 stata proclamata tratta dal Primo Testamento, dall\u2019 Antico Testamento, questo Libro, il Cantico dei Cantici che nomina solo una volta il nome di Dio e lo nomina in riferimento all\u2019 amore umano, all\u2019amore spasmodico di questa donna che cerca l\u2019amato e di questo amato che dona la sua amicizia, di questo amato che seppur immediatamente non incontrato, si rivela e si rivela in tutta la sua bellezza.<\/p>\n<p>Rosalia \u00e8 la donna che oggi, a noi pu\u00f2 dire che siamo chiamati ad aprirci e a riconoscere innanzitutto l\u2019altro. L\u2019altro che sta dinnanzi a noi, l\u2019altro; siamo fatti per una relazione e oggi pi\u00f9 che mai siamo in un tempo in cui dobbiamo riscoprire, riscoprire questa dimensione cos\u00ec essenziale per noi uomini a maggior ragione per la nostra convivenza umana e civile. L\u2019altro, Rosalia ci richiama a questa apertura e lo fa in una forma radicale perch\u00e9 lei se da una parte sceglie di vivere in solitudine, non lo fa perch\u00e9 si vuole estraniare o disimpegnare rispetto a quello che \u00e8 l\u2019impegno della vicenda umana sia personale, familiare, sia civile ma il suo rifugiarsi, e sappiamo il suo itinerario dalla Quisquina fino a Monte Pellegrino, il suo rifugiarsi \u00e8 un recuperare addirittura lo stare dinnanzi all\u2019altro con la \u201ca\u201d maiuscola. E qui vorrei condividere con voi la mia esperienza di fede, vorrei condividere con voi il mio rapporto con il Vangelo, che \u00e8 quello che condivido anche con Rosalia, nella misura in cui nella mia vita riscopro la presenza dell\u2019altro con la \u201ca\u201d maiuscola, per Rosalia la presenza di Dio immediatamente ne ricavo una grande capacit\u00e0, la capacit\u00e0 di incontrare il volto dell\u2019altro, la capacit\u00e0 di non ripartire soltanto da me stesso, anzi la capacit\u00e0 di svuotarmi quasi di me stesso perch\u00e9, accada l\u2019incontro, accada la relazione. Oggi Rosalia in questa citt\u00e0, in questa citt\u00e0 che si affaccia al cuore del Mediterraneo, che \u00e8 una citt\u00e0 che deve guardare a Rosalia con questa precipua peculiarit\u00e0.<\/p>\n<p>Abbiamo bisogno di ritrovare l\u2019altro, per i cristiani l\u2019altro si ritrova a maggior ragione nella misura in cui recuperiamo quello che Paolo nella seconda lettura ha chiamato decisamente uomo interiore, l\u2019uomo interiore e questo riguarda ciascuno di noi e direi ci riguarda aldil\u00e0 della stessa nostra fede, vorrei citare le parole di Thomas Merton, parole scritte negli anni 50, un uomo che della sua vita di apertura ad altre culture, ad altre religioni pur essendo un cristiano, un uomo che ha avuto il coraggio di fare una lettura, una lettura in profondit\u00e0 della storia che viveva parliamo degli anni 50, e scriveva cos\u00ec Thomas Merton, \u201c Generazioni su generazioni di uomini hanno a tal punto perduto il senso di una vita interiore, si sono talmente isolati dalla loro profondit\u00e0 spirituale, che ora noi siamo quasi incapaci di godere di una qualsivoglia pace, quiete, stabilit\u00e0 interiore. Gli uomini sono arrivati a vivere esclusivamente sulla superficie del loro essere. Siamo lasciati in balia di stimoli esterni e la stimolazione \u00e8 arrivata addirittura a prendere il posto che, una volta, era occupato dal pensiero, dalla riflessione e dalla conoscenza\u201d.<\/p>\n<p>Rosalia ci ricorda il primato dell\u2019uomo interiore perch\u00e9 possiamo recuperare e celebrare la bellezza dell\u2019alterit\u00e0, dell\u2019incontro con l\u2019altro. La prima e la seconda lettura hanno questo tema, il tema di essere desti, perch\u00e9 accada l\u2019incontro, la metafora sponsale, la metafora nuziale, penso che sia la pi\u00f9 alta capace di esprimere ci\u00f2 che \u00e8 una esigenza che appartiene alla identit\u00e0 pi\u00f9 vera e direi pi\u00f9 attuale in ogni tempo della storia umana che \u00e8 il fare accadere, il celebrare l\u2019incontro. Ed \u00e8 qui allora che capiamo come il Vangelo ci chiede di custodire questa saggezza, questa capacit\u00e0 di guardare in profondit\u00e0 i fatti, gli eventi avendo ritrovato ci\u00f2 che \u00e8 essenziale. L\u2019 altro comunque \u00e8 essenziale e nella nostra cultura occidentale che giustamente mette al centro, il soggetto valore altissimo che dobbiamo custodire. Nella nostra cultura occidentale oggi rischiamo di perdere l\u2019altro essenziale valore che non pu\u00f2 non essere contemporaneamente espresso a ci\u00f2 che per noi, per noi figli di questa modernit\u00e0 ormai valore assoluto, il valore appunto del soggetto accanto al soggetto e all\u2019io personale c\u2019\u00e8 sempre l\u2019altro.<\/p>\n<p>Non si costruisce una citt\u00e0 umana se non sappiamo insieme coniugare l\u2019io ed il noi, se non sappiamo dunque fare accadere l\u2019evento del noi e l\u2019evento del noi non pu\u00f2 accadere se noi continuiamo a partire solo da noi stessi, se non abbiamo la gioia di celebrare l\u2019incontro con l\u2019altro e a voi carissimi vorrei proprio per questo dire la bellezza, la bellezza che esprime quel Vangelo a cui ho legato la mia vita ed un vescovo esiste come altre volte vi ho detto, nella citt\u00e0 degli uomini per condividere la bellezza del Vangelo, quel Vangelo che mi narra di uno sposo, di uno sposo che addirittura \u00e8 stato capace di svuotare se stesso. Per me Ges\u00f9 \u00e8 il figlio di Dio che ha spogliato addirittura di se stesso, della sua identit\u00e0 divina, ha spogliato realmente ci\u00f2 che per noi oggi sarebbe impossibile, si \u00e8 spogliato, si \u00e8 spogliato di ci\u00f2 che addirittura lo connota nella sua identit\u00e0, pur essendo Dio si \u00e8 fatto uno di noi buono, l\u2019altro ci ricorda che abbiamo solo una via, l\u2019altro ci chiede di spogliarci, l\u2019altro ci chiede di accoglierlo, l\u2019altro ci mette dinnanzi questa grande esigenza, oggi pi\u00f9 che mai attuale. Dobbiamo pensare la vita a partire dall\u2019altro e proprio per questo troveremo tutta l\u2019esaltazione del nostro io, della nostra dignit\u00e0 personale, della verit\u00e0 dell\u2019essere umano.<\/p>\n<p>Oggi vorrei condividere con voi, cos\u00ec questa celebrazione al cuore della citt\u00e0, vengo con una parola da condividere non da imporre, ma vengo con una parola che oggi ancor pi\u00f9, me ne convinco \u00e8 capace di darci criteri di interpretazione della nostra storia attuale che posso condividere con tutti, con tutti voi, in questo luogo che se deve come non pu\u00f2 custodire anche la sua dimensione di laicit\u00e0, in questo luogo nel quale posso anche con voi senza arroganza, senza supponenza, ma condividere ci\u00f2 che appartiene alla mia appartenenza cristiana, alla mia identit\u00e0 cristiana. Oggi il Vangelo di Ges\u00f9, cos\u00ec come viene incarnato nella vita di questa Santa che comunque continua a segnare la coscienza dell\u2019intera nostra citt\u00e0 di ogni cittadino e anche di quelli che sono sopraggiunti lungo questi secoli. Vi ricordo che Rosalia a Palermo \u00e8 la Santa di tutti anche di altre culture anche di altre religioni, vorrei proprio condividere con voi questa parola del Vangelo, riappropriamoci dell\u2019uomo interiore perch\u00e9 possiamo insieme celebrare la bellezza dell\u2019incontro con l\u2019altro.<\/p>\n<p>Coltiviamo l\u2019uomo interiore che ci fa gustare con pi\u00f9 sapienza l\u2019appartenenza alla storia non ci fa rimanere in superficie ma soprattutto apriamoci all\u2019altro perch\u00e9 oggi pi\u00f9 che mai ognuno di noi in questo momento porta una grande responsabilit\u00e0, in questo nostro momento abbiamo bisogno solo ed esclusivamente di rientrare in noi stessi e nella misura in cui rientriamo in noi stessi non possiamo non celebrare l\u2019evento, l\u2019evento dell\u2019altro che non sar\u00e0 mai un nemico ma sar\u00e0 sempre uno di noi con il quale poter vivere l\u2019esperienza del dialogo, della condivisione, perch\u00e9 la casa comune oggi pi\u00f9 che mai, ce ne rendiamo conto si pu\u00f2 edificare solo su questo orizzonte e direi solo su questo percorso, il percorso dell\u2019incontro, il percorso del riconoscimento, Rosalia ci aiuta donna dell\u2019interiorit\u00e0, donna dell\u2019apertura all\u2019altro e se mi permettete la nostra citt\u00e0 guardando a lei, possa essere capace di esprimere sapienza umana, possa esprimere quella saggezza che abbiamo incontrato nella pagina del Vangelo, possa continuare ad avere questo olio, olio necessario per la convivenza umana in profondit\u00e0. Interiorit\u00e0 significa guadagnare una visione pi\u00f9 sapiente della storia e se questo accade non possiamo che vedere una citt\u00e0 alla luce di questa santa patrona che celebra la bellezza dell\u2019alterit\u00e0.<\/p>\n<p>A me vescovo oggi, la gioia di questo annunzio nella misura in cui, addirittura riconosciamo l\u2019altro con la \u201ca\u201d maiuscola; la citt\u00e0 degli uomini pu\u00f2 essere anche sostenuta dalla presenza dei cristiani che comunque stanno nella citt\u00e0 come tutti gli altri ma condividendo ci\u00f2 che hanno di pi\u00f9 prezioso, l\u2019esperienza nella loro stessa carne di un Dio che si \u00e8 svuotato pur di raggiungere l\u2019altro e l\u2019altro diverso. Rosalia oggi ancora ci ammaestra, ci \u00e8 accanto, \u00e8 veramente nostra concittadina, e se ci \u00e8 accanto oggi continua ad intercedere per questa citt\u00e0 perch\u00e9 sia sempre pi\u00f9 luminosa, perch\u00e9 non sia segnata, segnata dal male che oggi il cuore dell\u2019uomo conosce che \u00e8 quello dell\u2019indurimento forse perch\u00e9 abituato a vivere in superficie, forse perch\u00e9 sta perdendo la gioia della relazione.<\/p>\n<p>Che Rosalia ci aiuti ad essere una Palermo accogliente, bella, capace di trasfigurarsi, capace di andare incontro agli impegni che la attendono con questa luminosit\u00e0 e proprio in questo momento, in questo luogo non posso non condividere con voi, la gioia che potremmo vivere nel venticinquesimo dell\u2019uccisione di padre Pino Puglisi, il 15 settembre, giorno in cui Palermo ricever\u00e0 anche la visita di Papa Francesco. Penso che oggi la testimonianza del vescovo di Roma all\u2019interno di questa casa comune che \u00e8 il mondo che \u00e8 la terra, oggi sia una presenza che essenzialmente ci ricorda, che la citt\u00e0 degli uomini si costruisce solo ed esclusivamente se rientriamo in noi stessi, li dove possiamo riconoscere l\u2019elemento essenziale della vita che \u00e8 la relazione. Che il Signore ci conceda di essere costruttori di relazioni. Amen<\/p>\n<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>394\u00b0 FESTINO DI S. ROSALIA CELEBRAZIONE EUCARISTICA AL COMUNE L&#8217;omelia dell&#8217;Arcivescovo S.E. 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