{"id":9222,"date":"2023-06-25T22:46:35","date_gmt":"2023-06-25T20:46:35","guid":{"rendered":"https:\/\/cattedrale.palermo.it\/santarosalia\/?page_id=9222"},"modified":"2023-06-25T23:10:27","modified_gmt":"2023-06-25T21:10:27","slug":"393-festino-2017-celebrazione-eucaristica-al-comune-lomelia-dellarcivescovo-s-e-don-corrado-lorefice","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/cattedrale.palermo.it\/santarosalia\/393-festino-2017-celebrazione-eucaristica-al-comune-lomelia-dellarcivescovo-s-e-don-corrado-lorefice\/","title":{"rendered":"393\u00b0 Festino- 2017, CELEBRAZIONE EUCARISTICA AL COMUNE, l&#8217;Omelia dell&#8217;Arcivescovo S.E. Don Corrado Lorefice"},"content":{"rendered":"<div id=\"pl-9222\"  class=\"panel-layout\" ><div id=\"pg-9222-0\"  class=\"panel-grid panel-has-style\" ><div class=\"panel-row-style panel-row-style-for-9222-0\" ><div id=\"pgc-9222-0-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-9222-0-0-0\" class=\"so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"0\" ><div class=\"panel-widget-style panel-widget-style-for-9222-0-0-0\" ><div\n\t\t\t\n\t\t\tclass=\"so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base\"\n\t\t\t\n\t\t>\n<div class=\"siteorigin-widget-tinymce textwidget\">\n\t<h4 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ffffff;\"><strong>393\u00b0 FESTINO DI S. ROSALIA<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\"><strong>CELEBRAZIONE EUCARISTICA AL COMUNE<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">L'omelia dell'Arcivescovo S.E. Don Corrado Lorefice<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">Palazzo delle Aquile, 13 luglio 2017<\/span><\/h4>\n<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-9222-1\"  class=\"panel-grid panel-has-style\" ><div class=\"panel-row-style panel-row-style-for-9222-1\" ><div id=\"pgc-9222-1-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-9222-1-0-0\" class=\"so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"1\" ><div\n\t\t\t\n\t\t\tclass=\"so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base\"\n\t\t\t\n\t\t>\n<div class=\"siteorigin-widget-tinymce textwidget\">\n\t<p>Esprimo la mia profonda gratitudine per questo ennesimo gesto di ospitalit\u00e0 in questa casa cos\u00ec significativa per la citt\u00e0 di Palermo. La mia gratitudine in particolare al sig. Sindaco e attraverso di lui anche a quanti, servitori delle istituzioni civili e militari, siete qui convenuti in segno di appartenenza a questa citt\u00e0 come segno del servizio consapevole che voi esprimete a nome delle istituzioni non per voi stessi ma per i volti concreti, i volti di quanti ci sono stati affidati, dei nostri concittadini, i volti dei palermitani. Ognuno di noi \u00e8 qui per questa consapevolezza. Siamo stati chiamati a servire le case di questa citt\u00e0, le case che vengono abitate dagli uomini e dalle donne, dai piccoli, dai grandi, dagli anziani, dai giovani, che custodiscono nel cuore il desiderio di una vita felice, della convivenza umana nel segno della pace e della legalit\u00e0. Desiderio di una vita che pu\u00f2 afferire a quelle che sono le esigenze pi\u00f9 ordinarie, pi\u00f9 feriali che nutre il cuore di ogni uomo: dal pane alla casa, al desiderio di relazioni vere, autentiche, familiari, civili, sociali che possano fare elevare l\u2019animo umano. E con questa consapevolezza allora la mia gratitudine perch\u00e9 ancora una volta \u00a0questa nostra concittadina, per noi cristiani, \u00e8 un fulgido esempio di vita di fede, di vita di speranza, di vita di carit\u00e0. Rosalia ci raduna, e ci raduna facendoci guardare ancora una volta a quello che \u00e8 il cuore della fede cristiana.<\/p>\n<p>Oggi le letture, in particolare il Vangelo, ci ricordano che i cristiani attendono un compimento della storia. Questo capitolo 25 del Vangelo di Matteo si comprende nella misura in cui capiamo che i primi cristiani vedono che l\u2019attesa del ritorno del Crocifisso risorto, e dunque per loro del Messia, \u00e8 un\u2019attesa che va incontro ad un ritardo, eppure \u00e8 certa la fede. Il Signore ritorner\u00e0 per dare compimento alla storia, per essere il Signore della storia. Per i cristiani la storia va verso un compimento, non \u00e8 un ripetersi di tempi ma \u00e8 il compimento del tempo, della storia degli uomini in dimensione messianica e dunque in dimensione di riscatto della storia degli uomini dal male. Vi ricordo che \u00e8 nello stesso capitolo in cui Ges\u00f9 dir\u00e0 che il giudizio della storia \u00e8 il compimento della storia. Non dimentichiamo che nella storia ci sono le vittime che gridano giustizia verso Dio, e il compimento della storia in termini di giudizio in fondo si baser\u00e0 essenzialmente sul fatto che noi siamo stati capaci di riscattare la sete di chi ha sete, la fame di chi ha fame. Ges\u00f9 dir\u00e0: \u201cAvevo fame, avevo sete, ero forestiero, ero prigioniero e mi avete dissetato, mi avete sfamato, mi avete accolto, mi avete visitato\u201d. \u00c8 il capitolo dunque in cui \u00e8 chiara questa fede dei primi discepoli. Il Signore ritorner\u00e0 e la misura del suo ritorno che \u00e8 il giudizio si baser\u00e0 su come siamo stati capaci di incidere nella vita di altri che avevano fame, che avevano sete, che avevano bisogno di essere accolti, eppure c\u2019\u00e8 un ritardo. E Matteo consegna a noi questa parabola delle vergini, dieci vergini e pensate come sia efficace, da questo punto di vista, l\u2019immagine del banchetto nuziale a partire dalla tradizione, nella cultura del tempo dello sposalizio: lo sposo va incontro alla sposa e la sposa viene con le amiche, con le vergini. Qui la sposa \u00e8 assente, forse volutamente, perch\u00e9 la sposa \u00e8 la comunit\u00e0 cristiana che attende il ritorno del Signore e quindi c\u2019\u00e8 una indicazione che sta dentro questo ritardo con sapienza.<\/p>\n<p>\u201cUna voce, il mio diletto\u201d e qui vorrei realmente riprendere proprio questo aspetto: ci sono cinque vergini che parlano, cio\u00e8 sono letteralmente fatue, stolte, cio\u00e8 colgono il messaggio, sanno che c\u2019\u00e8 uno Sposo verso il quale bisogna andare, che bisogna attendere. Sono fatue, parlano, parlano e non prendono con s\u00e9 olio. Direi quasi che il testo ci suggerisce una sorta di superficialit\u00e0, e poi c\u2019\u00e8 una sorta \u00a0di fretta, un non andare in profondit\u00e0, non prendere con s\u00e9 scorta d\u2019olio. C\u2019\u00e8 un ritardo, sopraggiunge qualcosa di inaspettato. Come si pu\u00f2 rimanere in superficie rispetto a Colui che deve essere accolto? E poi ci sono le vergini prudenti che prendono con s\u00e9 anche una scorta di olio, vergini dunque che custodiscono un desiderio profondo. Vi ricordo l\u2019anno scorso - da quello che ho sentito anche durante la conferenza stampa per questo Festino 393\u00b0- forse dalle mie parole di rilettura del testo del Cantico dei Cantici veniva fuori anche il tema della \u201cleggerezza\u201d, se vi ricordate: \u201cAlzati, alzati Palermo perch\u00e9 il tuo inverno \u00e8 finito\u201d, e penso a queste vergini prudenti, sapienti capaci di discernimento, in fondo capaci di custodire un desiderio vero e profondo che va tenuto desto, cio\u00e8 di una attesa. Mi piacerebbe allora custodire l\u2019attesa di Palermo, e noi in questo nostro raduno in questa casa siamo costituiti per custodire il desiderio di un incontro. Certo, i cristiani stiamo nella citt\u00e0 degli uomini sapendo che questa citt\u00e0 deve essere riscattata dal male ecco perch\u00e9 custodiamo il desiderio del ritorno del Signore. In termini anche di impegno civile, di \u00a0impegno sociale significa che noi siamo chiamati a custodire in profondit\u00e0 il desiderio di una citt\u00e0 che viene riscattata da tutto quello che la opprime, che potrebbe rimandare \u00a0addirittura ad una oppressione. Forse potete ben capire a che cosa voglio alludere, al di l\u00e0 di una lettura immediata che si pu\u00f2 fare dell\u2019ultimo gesto cos\u00ec nefasto che \u00e8 stato consumato nella nostra citt\u00e0. Nel momento in cui noi invece celebriamo martiri della giustizia, il martirio di uomini che hanno custodito \u2013 innanzitutto nel loro cuore \u2013 il desiderio e lo hanno fatto, lo hanno custodito a nome anche di una citt\u00e0 che ha tutto il diritto di attendere un riscatto. Per questo noi oggi siamo qui.<\/p>\n<p>Se vi ricordate, la prima volta che mi avete ricevuto con molto affetto vi ho detto in tutta schiettezza: non siamo qui per fare una parata. Nessuno di noi oggi si pu\u00f2 permettere il lusso di vivere formalmente questo incontro. Io vi ringrazio per questo invito, vi ringrazio anche per l\u2019affetto e la stima che colgo in ciascuno di voi, nelle istituzioni che voi rappresentate. Noi siamo qui perch\u00e9 dobbiamo mantenere in noi vivo il desiderio, che affido a un uomo sapiente, che come Rosalia \u00e8 stato capace di vivere nelle fenditure della roccia, nelle fenditure della storia degli uomini. Quel ritirarsi di Rosalia sulla Quisquina piuttosto che sul Monte Pellegrino dentro quella fenditura della roccia non \u00e8 una alienazione, \u00e8 invece abitare dentro i meandri della storia umana, e abitarli con questa capacit\u00e0 di prudenza, di vigilanza, di una parola sapiente rispetto a quella storia su cui addirittura abbiamo delle responsabilit\u00e0. Nessun cittadino \u00e8 escluso dall\u2019avere una responsabilit\u00e0 nei confronti di questa citt\u00e0, a maggior ragione l\u2019abbiamo noi rappresentanti delle diverse istituzioni. Ognuno di noi ha un compito fattivo che deve nascere da questo abitare le fenditure della storia, da dentro, assumerla direi in tutta la portata che ha questa immagine. Una spelonca \u00e8 qualcosa che ci chiede anche di andare in profondit\u00e0 verso ci\u00f2 che ha bisogno di essere letto, ci\u00f2 che immediatamente non \u00e8 decifrabile e quindi vivere anche nella fragilit\u00e0 di una compromissione totale dentro la storia degli uomini ma vivere con questa consapevolezza: che proprio abitando questa fragilit\u00e0 come ci ha insegnato Rosalia, noi possiamo realmente incidere perch\u00e9 possiamo essere tutti pronti. E io ne sono convinto! \u00c8 compito del Vescovo far guardare lontano, far guardare la storia degli uomini alla luce di ci\u00f2 che crede, e io da Vescovo sono testimone di un compimento della storia. Io non posso non guardare la storia e non perch\u00e9 sono un illuso o un alienato ma in quanto la guardo con gli occhi della Pasqua di Cristo, quel Cristo che per Rosalia \u00e8 diventato anche Sposo e sul quale ha concentrato tutta la sua esistenza. E guardando la storia a partire dalla Pasqua di Cristo non posso non dire appunto che c\u2019\u00e8 un annunzio: \u201cEcco lo Sposo, andategli incontro..\u201d, e se arriva lo Sposo ci introduce nella festa nuziale e quindi \u00a0nella storia riscattata dal male, quella storia degli uomini che \u00e8 vocata come storia di felicit\u00e0.<\/p>\n<p>Vorrei allora oggi assumere, ancora una volta, la testimonianza di Rosalia: una vergine che ha con s\u00e9 una buona scorta di olio e che oggi ci richiama anche ad averne noi, a rimanere dentro la storia degli uomini con sapienza, a parlare e a esprimere una parola che nasce da questa capacit\u00e0 di assunzione della storia. Una parola libera, una parola che soprattutto coincide con la concretezza di quello che \u00e8 il compito che la storia ha affidato a ognuno di noi, a ogni cittadino che eventualmente in questa casa viene rappresentato e che soprattutto conosce la fatica della storia sulla sua stessa carne. Noi abbiamo il compito di far s\u00ec che questa citt\u00e0 cresca e vada incontro ad un compimento salvifico di liberazione e di riscatto. A noi allora il compito di custodire questo olio e di averlo dietro a noi, e per questo allora mi sento di vivere insieme a voi la festa di questa santa, a viverla come festa di Palermo con intensit\u00e0 e con responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Che il Signore custodisca in ciascuno di noi questo olio, perch\u00e9 ognuno di noi sia un artefice creativo della rinascita di questa citt\u00e0. Se in essa ci sono ancora i segni della stoltezza umana, dell\u2019insipienza umana, se in essa ancora cogliamo segni che possono imprimere le coscienze dei cittadini, in essa oggi siamo chiamati a saper cogliere anche i segni di una rinascita che \u00e8 in atto, perch\u00e9 Palermo \u00e8 dei palermitani e nel cuore dei palermitani pi\u00f9 veri c\u2019\u00e8 l\u2019amore a questa citt\u00e0, alla citt\u00e0 di Rosalia, alla citt\u00e0 per la quale Rosalia continua ad effondere tutte le sue grazie perch\u00e9 sia sempre di pi\u00f9 riscattata dal male.<\/p>\n<p>Viviamo questo Festino 393\u00b0 come un segno.<\/p>\n<p>In questi giorni sono stati posti ancora segni di distruzione e penso a quella immagine di quel busto decapitato, penso all\u2019immagine ancora una volta come l\u2019anno scorso di questi roghi che stanno distruggendo i posti pi\u00f9 belli della nostra Sicilia. Per questo vi vorrei invitare a vivere questa festa come un segno di speranza perch\u00e9 Rosalia ci sta ricordando che dobbiamo ritornare ad essere sapienti, e l\u2019uomo sapiente \u00e8 l\u2019uomo e la donna che riescono ad assumersi fino in fondo le proprie responsabilit\u00e0, a proferire una parola che \u00e8 nata dal lavor\u00eco e a proferirla come parola che \u00e8 capace di interpretare la storia degli uomini e a incidere in essa in dimensione di liberazione e di riscatto. Amen.<\/p>\n<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>393\u00b0 FESTINO DI S. ROSALIA CELEBRAZIONE EUCARISTICA AL COMUNE L&#8217;omelia dell&#8217;Arcivescovo S.E. Don Corrado Lorefice Palazzo delle Aquile, 13 luglio 2017 Esprimo la mia profonda gratitudine per questo ennesimo gesto di ospitalit\u00e0 in questa casa cos\u00ec significativa per la citt\u00e0 di Palermo. La mia gratitudine in particolare al sig. 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