{"id":9237,"date":"2023-06-26T17:00:10","date_gmt":"2023-06-26T15:00:10","guid":{"rendered":"https:\/\/cattedrale.palermo.it\/santarosalia\/?page_id=9237"},"modified":"2023-06-26T17:00:24","modified_gmt":"2023-06-26T15:00:24","slug":"393-festino-2017-solenne-pontificale-del-15-luglio-lomelia-dellarcivescovo-s-e-don-corrado-lorefice","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/cattedrale.palermo.it\/santarosalia\/393-festino-2017-solenne-pontificale-del-15-luglio-lomelia-dellarcivescovo-s-e-don-corrado-lorefice\/","title":{"rendered":"393\u00b0 Festino &#8211; 2017, Solenne Pontificale del 15 luglio, l&#8217;omelia dell&#8217;Arcivescovo S. E. Don Corrado Lorefice"},"content":{"rendered":"<div id=\"pl-9237\"  class=\"panel-layout\" ><div id=\"pg-9237-0\"  class=\"panel-grid panel-has-style\" ><div class=\"panel-row-style panel-row-style-for-9237-0\" ><div id=\"pgc-9237-0-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-9237-0-0-0\" class=\"so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"0\" ><div class=\"panel-widget-style panel-widget-style-for-9237-0-0-0\" ><div\n\t\t\t\n\t\t\tclass=\"so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base\"\n\t\t\t\n\t\t>\n<div class=\"siteorigin-widget-tinymce textwidget\">\n\t<h4 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ffffff;\"><strong>FESTINO DI S. ROSALIA<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\"><strong>Solenne Pontificale<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">L'omelia dell'Arcivescovo S. E. Don Corrado Lorefice<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">Chiesa Cattedrale, 15 luglio 2017<\/span><\/h4>\n<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-9237-1\"  class=\"panel-grid panel-has-style\" ><div class=\"panel-row-style panel-row-style-for-9237-1\" ><div id=\"pgc-9237-1-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-9237-1-0-0\" class=\"so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"1\" ><div\n\t\t\t\n\t\t\tclass=\"so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base\"\n\t\t\t\n\t\t>\n<div class=\"siteorigin-widget-tinymce textwidget\">\n\t<p>Una testimonianza quella della nostra vergine santa, quella di Rosalia che continua a farci ritrovare. Ed \u00e8 intanto questo ritrovo che vogliamo vivere dal profondo del cuore. Lei ancora una volta \u00e8 come se fosse capace di introdurci nell\u2019ascolto di quella voce che deve sempre di pi\u00f9 trovare spazio nella vita dei discepoli del Signore: la voce dello Sposo.<\/p>\n<p>Noi siamo convenuti insieme, ci siamo ritrovati perch\u00e9 sappiamo che il Signore viene, e nella liturgia noi viviamo l\u2019incontro con Lui, e questa voce continua ad essere riconosciuta come l\u2019ha riconosciuta Rosalia. Una voce che ha sedotto il suo cuore, che ha determinato tutta la sua esistenza. Questo nostro ritrovo lo condividiamo con quanti ci testimonino la fede apostolica ed \u00e8 a voi che voglio rivolgere innanzitutto il mio saluto carico di affetto e di cordialit\u00e0, oltre che di gratitudine per la vostra presenza. A lei, eminentissimo Cardinale De Giorgi, a voi carissimi confratelli nell\u2019episcopato. Grazie per la vostra presenza perch\u00e9 voi ci confermate, e ci confermate nella stessa fede che ha caratterizzato la vita di Rosalia. Ma soprattutto voi ci ricordate che la Chiesa \u00e8 costituita perch\u00e9 riconosca la voce del Maestro, accolga la voce del Maestro, determini lo stile dei discepoli, come ha determinato la vita di Rosalia, come ha determinato la vita di Paolo, come deve determinare la vita di ogni discepolo e la vita ordinaria di ogni comunit\u00e0 cristiana.<\/p>\n<p>E Rosalia ci ricorda innanzitutto che noi non siamo qui per vivere una festa, ma siamo qui perch\u00e9 attraverso la festa anche noi come Rosalia possiamo avere un incontro. Mi piacerebbe definire questo incontro un incontro nuziale, sponsale.<\/p>\n<p>L\u2019evangelista Matteo suggerisce ed aiuta questa santa assemblea a rimanere desta, a prestare ascolto, a riconoscere la Voce dentro la concretezza della nostra vita. Per questo siamo qui!<\/p>\n<p>Celebriamo una festa per noi cristiani, e questa festa ci riconduce al cuore della storia, perch\u00e9 la storia che viviamo \u2013 quella di ogni giorno \u2013 come la vicenda della vita di Rosalia possa essere sempre di pi\u00f9 innervata della presenza di Colui che per noi cristiani \u00e8 il Signore della storia. Colui che la storia attende come Sposo, che la unisce a S\u00e9 e la introduce nella pienezza di quella beatitudine che \u00e8 parte integrante del desiderio di ogni uomo, e molto pi\u00f9: del desiderio di ogni discepolo del Signore perch\u00e9 noi sappiamo che Lui \u00e8 venuto, viene e ritorner\u00e0! E ritorner\u00e0 come Signore che riscattando la storia umana, la abbellisce di tutto quello che noi desideriamo: la pienezza della vita, quella giustizia \u2013 di cui ci parla Paolo nella Seconda Lettura \u2013 che viene dalla fede. La vita riscattata dal peccato per pura grazia, quella vita che ormai non \u00e8 pi\u00f9 assoggettata al \u201cnon senso\u201d, allo strapotere del male.<\/p>\n<p>\u201cUna voce, il mio Diletto eccolo viene!\u201d. E se questa \u00e8 la condizione che noi viviamo in questo momento, se noi siamo qui \u00e8 perch\u00e9 siamo certi \u2013 \u00e8 la fede che ce lo annunzia \u2013 che oggi possiamo ascoltare la voce del Signore, allora non induriremo il nostro cuore seppur viviamo dentro la condizione umana.<\/p>\n<p>Matteo registra la situazione di un ritardo del Signore. I cristiani vivevano questa consapevolezza e ce lo ricorda anche Paolo nella Lettera ai Tessalonicesi. La condizione di una attesa. Il Signore non poteva non ritornare, doveva ritornare subito eppure c\u2019\u00e8 un ritardo, e Matteo in questo capitolo 25, attraverso la parabola delle vergini, aiuta la sua comunit\u00e0 a vivere questo \u201critardo\u201d. Non bisogna perdere di vista ci\u00f2 che si attende, che cosa si attende, anzi <em>Chi<\/em> si attende.<\/p>\n<p>La comunit\u00e0 dei primi cristiani rischiava in questa attesa di omologarsi al mondo, di perdere quella attenzione, di indebolire la testimonianza. Qui invece l\u2019evangelista Matteo ricorda alla sua comunit\u00e0 \u2013 e oggi ricorda a noi, e in questo ritroviamo la testimonianza pi\u00f9 diretta della nostra santa patrona \u2013 che noi siamo chiamati ad un incontro. Come le vergini noi non siamo chiamati a partecipare ad una mera festa nuziale ma piuttosto ad incontrare lo Sposo, e da questo punto di vista le vergini stolte, le distratte, quelle che sono superficiali ci possono aiutare a capire pi\u00f9 in profondit\u00e0: anche loro prendono le loro lampade, anche loro vanno incontro allo Sposo. Ma che succede? Come mai se tutti nel ritardare di questo Sposo si addormentano, come mai Matteo registra che loro non hanno portato con s\u00e9 olio di ricambio, non hanno con s\u00e9 nei vasi l\u2019olio per alimentare le loro fiaccole? Come mai?<\/p>\n<p>Dunque ci si mette in moto ma si rischia di perdere l\u2019obiettivo finale che \u00e8 l\u2019incontro. Ecco perch\u00e9 invece le vergini lungimiranti, le vergini dunque capaci di discernimento, portano con s\u00e9 olio affinch\u00e9 non perdano di vista la finalit\u00e0: l\u2019incontro con lo Sposo. E dunque rimane desto il desiderio, e il desiderio \u00e8 alimentato da un incontro.<\/p>\n<p>Carissimi, Rosalia ci testimonia essenzialmente che cosa \u00e8 l\u2019atto della fede, e Paolo ce lo ricorda anche nella Seconda Lettura: \u00e8 una conoscenza. L\u2019atto della fede \u00e8 un incontro che segna la nostra vita. Paolo ricorda in questa lettera una sua precisa esperienza. C\u2019\u00e8 qualcuno \u2013 abbiamo sentito \u2013 che vuole convincere i cristiani che sia necessario aderire in tutto alle prescrizioni della Legge ma la Legge non pu\u00f2 essere disattesa, e qui Paolo ha una parola molto forte: \u201cIo ho considerato tutto una perdita a motivo della sublimit\u00e0 della conoscenza di Cristo Ges\u00f9 mio Signore\u201d.<\/p>\n<p>Conoscenza dunque in termini di relazione. \u00c8 una relazione che ha cambiato la mia vita, \u00e8 una relazione che l\u2019ha segnato definitivamente, questa \u00e8 la conoscenza. E pensiamo da questo punto di vista alla testimonianza della nostra patrona: una conoscenza, una relazione che ha segnato tutta la vita.<\/p>\n<p>Rosalia perde, ma per guadagnare. Perde quello che potrebbe essere agli occhi del mondo qualcosa da assolutizzare, ma Rosalia non perde, perde per guadagnare la conoscenza del Signore.<\/p>\n<p>Viviamo oggi pi\u00f9 che mai una stagione felice, carissimi fratelli. La stagione felice perch\u00e9 oggi \u00e8 la storia stessa, e la percezione che ha la Chiesa di s\u00e9 \u00e8 precisa. Oggi \u00e8 il tempo di una testimonianza della fede che nasce da una conoscenza, cio\u00e8 dal rapporto di una relazione diretta. E Paolo questo lo descrive cos\u00ec come d\u2019altra parte lo stesso Matteo seppur con un linguaggio diverso. Tutto questo perch\u00e9 \u00e8 una conoscenza che deve rendere \u201cconforme\u201d la vita di quanti reputano tutto una perdita pur di entrare e vivere dentro questa relazione. Una conoscenza che rende conforme a Cristo, alla sua Passione e alla sua Resurrezione.<\/p>\n<p>La testimonianza di vita di santa Rosalia, \u00e8 una testimonianza che immediatamente ci fa vedere come la relazione \u2013 e questo \u00e8 il presupposto della fede \u2013 la relazione con Cristo determina la vita, determina soprattutto il discernimento della vita. Discernimento: capire ci\u00f2 che \u00e8 essenziale e vivere a partire dalle cose che sono essenziali ormai alla luce di Cristo. Cos\u00ec allora si vive dentro il mondo a partire dalle cose che si sperano, e si sperano perch\u00e9 si conoscono ed \u00e8 una conoscenza che segna la vita e la rende conforme alla vita di Cristo.<\/p>\n<p>La testimonianza cristiana oggi si gioca su una relazione seria: a Cristo si consegna tutta la vita. Da qui la scelta di vita di Rosalia. In questi giorni noi stiamo rivivendo la testimonianza di questa nostra con-discepola, di questa nostra concittadina ed \u00e8 una testimonianza che ha il potere di incidere sulla nostra vita. \u00c8 una testimonianza che ha il potere di incidere nella nostra stessa citt\u00e0. Questa citt\u00e0 che ha bisogno di cristiani che danno alla fede un primato e vivono la fede come relazione. \u201cHo lasciato perdere tutte queste cose per guadagnare Cristo\u201d per essere reso conforme alla sua morte nella speranza di giungere alla risurrezione. Paolo ci dice che questa non \u00e8 una m\u00e8ta che \u00e8 gi\u00e0 raggiunta definitivamente, ma \u00e8 una m\u00e8ta che deve sempre determinare la nostra vita, anzi lui parla in termini di \u201ccorsa\u201d. Una corsa per afferrare, letteralmente dice Paolo, questa m\u00e8ta e questo lo dice lui che \u00e8 stato afferrato da Cristo. Guardando alla testimonianza di Rosalia capiamo che la fede \u00e8 un atto che \u00e8 capace di sedurre la nostra vita: \u201cafferrati da Cristo\u201d significa totalmente coinvolti in Lui. Ecco perch\u00e9 allora si \u00e8 desti, capaci di discernimento, di far s\u00ec che la fede segni la nostra vita, le nostre scelte, il nostro modo di pensare, di agire, \u00a0di vivere dentro la storia umana, dentro la citt\u00e0 degli uomini.<\/p>\n<p>Rosalia segna la nostra vita, continua a segnarla, \u00e8 dentro la nostra citt\u00e0, direi che \u00e8 dentro le fenditure della roccia, che in fondo \u00e8 fondamento di questa nostra citt\u00e0. Se vogliamo anche utilizzarla come metafora, \u00e8 questa la fede su cui noi abbiamo costruito tutta la nostra esistenza.<\/p>\n<p>Matteo utilizza questi stessi termini nel Discorso della montagna quando d\u00e0 quella immagine cos\u00ec efficace: l\u2019uomo saggio e l\u2019uomo stolto. Vengono usati gli stessi termini: le vergini sagge e le vergini stolte, imprudenti. L\u2019uomo saggio \u00e8 l\u2019uomo che entra nella relazione attraverso la Parola: \u201cChiunque ascolta queste mie parole\u201d. La fede \u00e8 una relazione, la fede \u00e8 un ascolto, la fede \u00e8 un riconoscere un Altro, la fede \u00e8 un incontro. La Parola \u00e8 incontro, \u00e8 accadimento di relazione, \u00e8 come \u201cl\u2019uomo saggio che costruisce la sua casa sulla roccia\u201d. L\u2019uomo stolto \u00e8 l\u2019uomo che non ascolta queste parole, non le mette in pratica ed \u00e8 \u201ccome l\u2019uomo che costruisce la casa sulla sabbia\u201d. Nel primo caso le intemperie si abbattono sulla casa ma la casa non crolla. Nel secondo caso le intemperie si abbattono e travolgono la casa che \u00e8 priva di fondazione.<\/p>\n<p>Rosalia la fede cristiana ce lo sta ricordando e io lo ricordo alla mia comunit\u00e0 diocesana. \u00c8 questa la testimonianza di Rosalia: una fede che ha un fondamento e il fondamento \u00e8 che noi dobbiamo dare realmente a Dio un primato, e glielo diamo nella misura in cui accogliamo nella nostra vita il Cristo come lo Sposo che ci introduce in una conoscenza totale e dunque dentro una relazione.<\/p>\n<p>Una comunit\u00e0 cristiana che vive il \u201cCredo\u201d come formula e non lo vive come vita, rischia di essere travolta dagli eventi e di non rimanere dentro la storia con quella capacit\u00e0 di discernimento, con quella capacit\u00e0 prudenziale di immettere dentro la storia stessa questo dinamismo di resurrezione e di riscatto che ancora non \u00e8 m\u00e8ta definitiva ma che gi\u00e0 vive nella nostra stessa carne. Non che io abbia raggiunto la m\u00e8ta, sono stato afferrato da Cristo, corro verso questa m\u00e8ta. Il cristiano \u00e8 colui che porta con s\u00e9 tutti, che porta con s\u00e9 l\u2019anelito della vita degli uomini, della storia umana che per prima vive dentro la sua stessa carne, questo riscatto, questa potenza di grido,di rinascita, di salvezza che in fondo portiamo tutti dentro, che porta ogni citt\u00e0 umana.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la testimonianza di fede di questa meravigliosa santa che noi consideriamo ancora con-discepola, con noi, sapendola per\u00f2 in quella patria. Quella patria che ha sedotto il suo cuore, che anche oggi continuer\u00e0 a sedurre come lei i nostri cuori. Quel desiderio delle cose definitive che ci permettono di rimanere nel mondo in tutta quella potenza di testimonianza che noi ancora cogliamo da questa nostra sorella. La sua testimonianza dev\u2019essere la nostra testimonianza. La testimonianza della Chiesa palermitana dentro questa realt\u00e0 della nostra storia e del nostro territorio deve continuare ad essere fulgida. Una testimonianza che nasce da una carne umana che noi condividiamo con tutti gli uomini e le donne che si accompagnano con noi. Quella carne umana che deve essere riconsegnata a questo \u201cincontro\u201d. Quella carne umana che, ne siamo certi, ancora una volta il Signore nella sua Pasqua assume e riscatta da ogni male.<\/p>\n<p>Sia questa la nostra festa!<\/p>\n<p>Non celebriamo una mera festa ma noi stiamo celebrando un incontro che segna ancora una volta tutta la nostra vita<\/p>\n<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FESTINO DI S. ROSALIA Solenne Pontificale L&#8217;omelia dell&#8217;Arcivescovo S. E. Don Corrado Lorefice Chiesa Cattedrale, 15 luglio 2017 Una testimonianza quella della nostra vergine santa, quella di Rosalia che continua a farci ritrovare. 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