{"id":9244,"date":"2023-06-26T17:34:18","date_gmt":"2023-06-26T15:34:18","guid":{"rendered":"https:\/\/cattedrale.palermo.it\/santarosalia\/?page_id=9244"},"modified":"2023-06-26T17:34:37","modified_gmt":"2023-06-26T15:34:37","slug":"392-festino-2016-solenne-pontificale-del-15-luglio-lomelia-dellarcivescovo-s-e-don-corrado-lorefice","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/cattedrale.palermo.it\/santarosalia\/392-festino-2016-solenne-pontificale-del-15-luglio-lomelia-dellarcivescovo-s-e-don-corrado-lorefice\/","title":{"rendered":"392\u00b0 Festino &#8211; 2016, Solenne Pontificale del 15 luglio, l&#8217;omelia dell&#8217;Arcivescovo S. E. Don Corrado Lorefice"},"content":{"rendered":"<div id=\"pl-9244\"  class=\"panel-layout\" ><div id=\"pg-9244-0\"  class=\"panel-grid panel-has-style\" ><div class=\"panel-row-style panel-row-style-for-9244-0\" ><div id=\"pgc-9244-0-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-9244-0-0-0\" class=\"so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"0\" ><div class=\"panel-widget-style panel-widget-style-for-9244-0-0-0\" ><div\n\t\t\t\n\t\t\tclass=\"so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base\"\n\t\t\t\n\t\t>\n<div class=\"siteorigin-widget-tinymce textwidget\">\n\t<h4 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ffffff;\"><strong>FESTINO DI S. ROSALIA<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\"><strong>Solenne Pontificale<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">L'omelia dell'Arcivescovo S. E. Don Corrado Lorefice<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">Chiesa Cattedrale, 15 luglio 2016<\/span><\/h4>\n<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-9244-1\"  class=\"panel-grid panel-has-style\" ><div class=\"panel-row-style panel-row-style-for-9244-1\" ><div id=\"pgc-9244-1-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-9244-1-0-0\" class=\"so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"1\" ><div\n\t\t\t\n\t\t\tclass=\"so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base\"\n\t\t\t\n\t\t>\n<div class=\"siteorigin-widget-tinymce textwidget\">\n\t<p>Un filiale, affettuoso saluto a Lei, Eminenza, che ci onora oggi della sua presenza. Un fraterno saluto a voi carissimi confratelli nell'episcopato che oggi ponete questo segno di amicizia e di comunione con la nostra Chiesa palermitana. Un saluto anche a Lei carissimo padre Abate per questa presenza cos\u00ec significativa, e a voi carissimi confratelli presbiteri e diaconi, un saluto gioioso, affettuoso, sincero, sentito. Un caro saluto a voi rappresentanti delle istituzioni civili e militari, in particolare a lei Sig. Sindaco che oggi rappresenta in mezzo a noi l'intera citt\u00e0 di Rosalia.<\/p>\n<p>La bellezza di Rosalia continua ad emanare dal suo cuore verginale, da quell'uomo interiore del suo essere sempre protesa alla conoscenza di Cristo Ges\u00f9 suo Signore come ci ricorda Paolo nella lettura che abbiamo ascoltato. La conoscenza e la pienezza di Dio in lei ha esaltato la sua personalit\u00e0, la sua femminilit\u00e0. L'ha resa ancor pi\u00f9 bella: era gi\u00e0 bella ma l'ha resa umanamente e interiormente pi\u00f9 bella. Per questo Rosalia, emanando bellezza, ha tracciato e continua a tracciare solchi di bellezza umana, di splendore, di bene, di armonia.<\/p>\n<p>Il Vangelo che \u00e8 stato proclamato fa trapelare che nella comunit\u00e0 dell'evangelista Matteo si sentiva il ritardo del ritorno del Signore, della parusia. La venuta del Figlio dell'uomo superava le umane previsioni. Dunque, poteva essere solo atteso nella vigilanza, con la perseveranza nel bene, con la fedelt\u00e0 alla sua Parola, e pazientemente. Oggi noi riconosciamo queste pagine bibliche come Parola che si incarna in mezzo a noi, Parole del Verbo incarnato, del Figlio di Dio, dello Sposo che continua a cercarci per dire ancora una volta che siamo noi la diletta del Suo cuore.<br \/>\nLe pagine bibliche ricalcano il profilo umano e spirituale di Rosalia e per questo diventano anche appello per la nostra amata Chiesa palermitana e per la nostra stessa citt\u00e0.<\/p>\n<p>Nella parabola che abbiamo ascoltato, la vita umana \u00e8 comparata a un'uscita in vista di un incontro. Lo stesso avviene nella Prima Lettura tratta dal Cantico dei Cantici: questa spasmodica ricerca dell'amato, dell'amata... e non si va dunque verso il nulla ma verso un abbraccio con qualcuno. Uscire incontro \u00e8 incontrare qualcuno, aver riconosciuto qualcuno e dunque accoglierlo sia esso un sovrano che uno sposo, ma accoglierlo perch\u00e9 lui si riveli, accoglierlo nella sua parousia, per una appartenenza d'amore reciproca e complementare.<\/p>\n<p>Anche Paolo ci fa notare il suo profondo desiderio, nella sua pi\u00f9 profonda intimit\u00e0, dando voce quasi alla nostra santa Rosalia quando afferma: \"Perch\u00e9 io possa conoscere Lui, la potenza della Sua resurrezione, la partecipazione alle Sue sofferenze, diventandogli conforme nella morte, con la speranza di giungere alla risurrezione dai morti\u201d.<\/p>\n<p>Nel Vangelo, poi, la lampada accesa \u00e8 quasi un rimando a quello che \u00e8 il ruolo, il compito attivo di ogni essere umano, che si \u00e8 fatto discepolo di Ges\u00f9, nel suo rapporto con gli uomini e con Dio. C'\u00e8 chi vive solo in funzione della brama dei beni immediati e nella voracit\u00e0 della soddisfazione del bisogno istantaneo, mancando di una visione profonda della vita, quasi una sorta di superficialit\u00e0 nella quale alberga a volte l'esistenza, altri invece sono capaci di lungimiranza e di discernimento e dunque di profondit\u00e0, di intelligenza.<\/p>\n<p>Alimentare la lampada \u00e8 ci\u00f2 che fanno le vergini sagge! E\u2019 bello l\u2019uso del verbo proneo: pensare, sentire. Potremmo dire avere capacit\u00e0 di discernimento, d\u2019intelligenza, di una lettura pi\u00f9 profonda delle cose. Le vergini si procurano olio di riserva, e qui \u00e8 chiaro il rimando a quel brano conclusivo del discorso della montagna nell'evangelista Matteo. L'uomo saggio, se vi ricordate, \u00e8 l'uomo che costruisce la casa sulla roccia e non sulla sabbia. Vi \u00e8 quasi la stessa chiamata: \"Signore! Signore!\" ma \"Non chiunque mi dice Signore, Signore\u2026\" E abbiamo sentito che le vergini stolte incominciarono a dire: \u201cSignore, Signore aprici!\u201d ma \u201c Non chiunque mi dice Signore, Signore entrer\u00e0 nel Regno\u2026\u201d<\/p>\n<p>E\u2019 significativo che le vergini dormono tutte e dieci, dunque la differenza \u00e8 posta in questa intelligenza, in questa lungimiranza, direi in questo discernimento preventivo. Il grido \u00e8 espressione di un\u2019urgenza, lo abbiamo sentito nel Cantico dei Cantici nella ricerca spasmodica dell'amato e dell'amata, espressione di un'urgenza ma anche grido che dice il giubilo della festa, della gioia, della pienezza. Nel pieno della notte c'\u00e8 bisogno di olio, e per questo bisogna preparare le lampade.<\/p>\n<p>\u00c8 bello che l'evangelista utilizzi il verbo cosmeo, che rimanda a Rosalia, utilizzato a proposito delle lampade che bisogna preparare, mettere in ordine. Tale verbo richiama certamente l'idea dell'ordine e quindi anche dell'armonia, della bellezza.<\/p>\n<p>Rosalia: questa giovane donna di luminosa bellezza da custodire fino all'arrivo dello sposo. Questa donna, dunque, si prepara e si preoccupa di custodire la bellezza, non facendosi sviare e deturpare da nessuno. Donna determinata che non distoglie lo sguardo dall'Amato. \u201cNon vi conosco!\u201d, sentiranno dire dallo sposo le vergini che sono arrivate in ritardo. E questa affermazione perentoria, in fondo, \u00e8 la conferma che non c'\u00e8 un vincolo di amore anzi c'\u00e8 mancanza di amore\u2026<\/p>\n<p>Qui, oggi, siamo a guardare lei, Rosalia, che ha custodito l'amore. Si tratta di non far spegnere l'amore e dunque di essere determinati, perseveranti. Per questo bisogna munirsi di olio, resistere fino alla fine e l'olio \u00e8 la cura, \u00e8 la premura. L\u2019olio significa che c'\u00e8 qualcuno finalmente nel mio cuore e che c\u2019\u00e8 definitivamente. L'olio dice che c'\u00e8 una relazione definitiva, e questa \u00e8 la relazione che il Signore chiede alla sua Chiesa, a noi, ai suoi discepoli per questo l'olio non si pu\u00f2 prestare: non \u00e8 un atto di egoismo da parte delle vergini sagge. Si deve avere l\u2019olio dentro, non si pu\u00f2 prenderlo da un altro, deve scaturire da una libera, consapevole scelta: la scelta della relazione e della relazione di amore. Si sceglie di misurarsi con qualcuno che diventa il desiderato, l'amato e quindi l'olio scaturisce dall'uomo interiore, dall'uomo vigilante che conserva un senso profondo delle cose, della storia umana letta a partire dal Regno di Dio, che non perde di vista ci\u00f2 per cui \u00e8 stato fatto perch\u00e8 \u00e8 l'olio che tiene acceso l'amore. Non un cuore girovago, immaturo, superficiale o narcisista, ma un cuore che custodisce il vero desiderio umano di accogliere e donarsi.<\/p>\n<p>Un cuore divenuto adulto e dunque bello come quello di Rosalia con una vita donata, come ci ricorda Paolo nella seconda lettura, una vita conforme alla morte di Cristo. Questo significa conforme alla morte di Cristo: l'uomo che dona la vita. Dunque una vita libera dai ripiegamenti egoistici: \"Quello che per me poteva essere un guadagno, l'ho considerato una perdita a motivo di Cristo\". Paolo si spinge fino a utilizzare un termine forte: \"schiubala\", che significa sterco. Ha considerato tutto \u201csterco\u201d pur di guadagnare la conoscenza del Signore, una vita bella, capace di irradiare bellezza, luce, bene, redenzione, liberazione, guarigione, pace, risurrezione.<\/p>\n<p>Solo uomini e donne interiormente belli possono costruire una chiesa bella, umile lievito di una citt\u00e0 degli uomini bella e da non deturpare. Palermo, voi lo sapete, dai Cartaginesi \u00e8 chiamata Ziz, fiore bello. Rosalia \u00e8 una donna bella. L'uomo interiore che rende bella una vita \u00e8 l'uomo abituato a vivere nel mondo a partire dalle cose definitive, dalle nozze eterne del regno, dalla pienezza di Dio e del suo regno, a partire, insomma, dalla relazione con il Signore. L'uomo e la donna vivono nella costante memoria della Pasqua del Signore: \" Mi ha amato e ha dato la vita per me\" . Colui che non assolutizza ma che usufruisce delle cose del mondo: direi che oggi \u00e8 questa la questione, il nodo fondamentale dell'esistenza. Non assolutizzare ma usufruire delle cose del mondo, e Rosalia in questo resta maestra. L'uomo interiore tiene desta l'attesa della venuta del Signore, che tanto ha amato il mondo da dare la Sua vita, che con la Sua Pasqua ha inaugurato i tempi nuovi.<\/p>\n<p>Attendere il Signore significa non spegnere l'amore, custodire l'entusiasmo per la vita, lavorare nel cantiere di questo mondo in vista del compimento dei cieli nuovi e della terra nuova. Lavorare perch\u00e9 in questo mondo non ci sia pi\u00f9 la peste del terrorismo di matrice pseudo-religiosa, come a Dakar o come stanotte a Nizza. Perch\u00e9 non ci siano pi\u00f9 poteri occulti mafiosi che rendono povera, dipendente la nostra citt\u00e0, e brulli i nostri monti, persino il monte Pellegrino, quel dirupo che ha scelto di far diventare come sua dimora la nostra Santuzza, per cui oggi, carissimi, Rosalia ci ricorda: \"Lavoriamo insieme, non stanchiamoci, tanto meno non deresponsabilizziamoci perch\u00e9 questa era la tentazione della comunit\u00e0 matteana: il Signore ritarda, allora che facciamo? Ci scoraggiamo? Rinunziamo? No! carissimi, continuiamo a lavorare insieme perch\u00e9 anche se ritarda, lo Sposo arriva, il Signore viene Rosalia ce lo assicura, per cui vigiliamo, rimaniamo capaci di discernimento, custodiamo la bellezza interiore della vita, costruiamo insieme una citt\u00e0 bella, sostenuta, supportata da una Chiesa bella. Presto sentiremo un grido \" Ecco lo sposo!\" E sar\u00e0 sempre festa, anzi un \u201cFestino\u201d, quello che abbiamo vissuto in passato e viviamo in questi giorni. Che sia un preludio della festa eterna!<\/p>\n<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FESTINO DI S. ROSALIA Solenne Pontificale L&#8217;omelia dell&#8217;Arcivescovo S. E. Don Corrado Lorefice Chiesa Cattedrale, 15 luglio 2016 Un filiale, affettuoso saluto a Lei, Eminenza, che ci onora oggi della sua presenza. 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