Il prospetto occidentale

 

Il prospetto occidentale si apre sulla Via Matteo Bonello dinanzi a quella che doveva essere una delle torri di presidio delle antiche mura punico-romane e che, per esser baluardo di difesa della Cattedrale, i normanni avevano provveduto a collegarla al Tempio con due arcoponti (quello a sud ha solo funzione estetica). E' il prospetto che contiene l'ingresso principale alla Cattedrale e che Gualtiero lasciò incompiuto riservando maggior cura alla realizzazione di quello orientale, ritenuto più importante perché chiude la zona del Santuario, luogo della celebrazione eucaristica e che è rivolto verso Gerusalemme.

Il tessuto decorativo del prospetto e dei primi due livelli delle torri angolari, in stile "pregotico", ne colloca l'inizio della costruzione nella seconda metà del XIII sec.

 

l portali d'ingresso

Gli elementi architettonici che decorano i portali d'ingresso alle navate laterali sono di raffinata eleganza pittorica per il movimentato effetto chiaroscurale che essi generano.

Nel portale di sinistra la ghiera di sottolineatura dell'arco è costituita da un ritmico alternarsi di elementi concavi e convessi,

nel portale di destra la ghiera è data da un ventaglio di archi ogivali sostenuti da colonnine che poggiano su capitelli pensili ottagonali. Nello stesso stile le monofore che sovrastano i due portali e realizzate alla fine del XIII sec.

Il portale centrale, che contiene l'ingresso alla navata centrale, è stato realizzato tra il 1352 ed 1353, in stile gotico catalano. Esso è chiuso da una edicola in cui è contenuto un bassorilievo di Maria con il Bambino.

Il prospetto è arricchito da una bifora posta al centro della cornice mistilinea iscritta in tutta la parete riferita alla navata centrale.

Nella seconda metà del XX secolo dopo l'inserimento della grande porta centrale del palermitano Filippo Sgarlata, il prospetto ha assunto l'aspetto che oggi possiamo ammirare.

Nel XVIII secolo lo spazio antistante il prospetto venne protetto da una balaustra sui cui pilastri sono stati collocate le statue di G. B. Ragusa, che raffigurano da sinistra a destra:

S. Giuseppe,

S. Pietro,

S. Paolo

S. Francesco di Paola.

Il prospetto è chiuso da una teoria di monofore cieche ricavate negli archi ogivali determinati dall'incrocio di due archi a tutto sesto.

Sopra: una fila di conci, aggiunti nei lavori di ristrutturazione del XVIII Sec., è la ricorrente cornice merlata


 

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